Assassin’s Creed inizialmente doveva essere il sequel di Prince Of Persia

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Oggi Assassin’s Creed è una delle saghe più famose e longeve della storia dei videogiochi, ma in pochi sanno che all’inizio non doveva nemmeno chiamarsi così. Durante le prime fasi di sviluppo, il progetto era infatti pensato come un possibile seguito della serie Prince of Persia.

Nei primi anni 2000 Ubisoft Montreal stava lavorando a un’idea chiamata internamente Prince of Persia: Assassins. Il gioco avrebbe mantenuto alcune caratteristiche chiave della saga del Principe, come il parkour, le acrobazie e l’esplorazione verticale delle città, ma con un approccio più realistico e meno fiabesco rispetto ai capitoli precedenti.

Con il passare del tempo, però, gli sviluppatori si resero conto che il progetto stava prendendo una direzione completamente nuova. La figura del Principe non si adattava più alla storia che volevano raccontare, né al tono più maturo e storico del gioco. Così Ubisoft prese una decisione cruciale: abbandonare il legame diretto con Prince of Persia e trasformare il progetto in una nuova IP.

Da questa scelta nacque Assassin’s Creed, con un mondo originale, una nuova mitologia basata sul conflitto tra Assassini e Templari e un gameplay che avrebbe influenzato decine di titoli negli anni successivi. Paradossalmente, proprio il distacco da Prince of Persia permise alla serie di trovare una propria identità e di diventare un successo globale.

In altre parole, senza Prince of Persia come punto di partenza, Assassin’s Creed probabilmente non sarebbe mai esistito. Ma se fosse rimasto un suo sequel, oggi avremmo una saga completamente diversa… o forse non l’avremmo affatto.

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