Quarant’anni non sono “solo un compleanno”: sono un’intera epoca di cinema. E Pixar lo sa benissimo, perché per festeggiare il traguardo ha scelto la cosa più semplice e più devastante possibile: un video celebrativo con 40 clip tratte dai suoi film, una specie di montaggio emotivo che ti colpisce dritto allo stomaco e ti ricorda quanta vita, quanta fantasia e quanta memoria collettiva ci sia dentro quel logo con la lampada.

La data simbolo è il 3 febbraio 1986, quando nasce ufficialmente Pixar: un piccolo gruppo di pionieri provenienti dal Lucasfilm Graphics Group viene acquistato da Steve Jobs, che ribattezza la compagnia e avvia un percorso che, all’inizio, doveva persino ruotare attorno a un computer “avveniristico” (il Pixar Image Computer). Quel progetto non è diventato il futuro… ma ha aperto la strada a qualcosa di molto più grande: la rivoluzione della CGI nell’animazione.
Nel video celebrativo, si punta a far sentire il peso di un’eredità: Pixar come autorialità collettiva, una macchina creativa alimentata da registi e team che negli anni hanno definito un linguaggio. Nel pezzo vengono citati nomi chiave come John Lasseter, Pete Docter (oggi direttore creativo), Brad Bird, Andrew Stanton, Lee Unkrich: gente che ha letteralmente modellato l’immaginario moderno.

E poi ci sono i numeri, quelli che spiegano perché Pixar non è “uno studio”, ma una leggenda industriale: 14 Oscar per i lungometraggi e 4 per i cortometraggi, con titoli che hanno segnato una generazione. Si parla anche delle origini, quando il logo e i primi esperimenti (da Luxo Jr. a Tin Toy) facevano capire che “col computer” si poteva fare magia.
E in mezzo a tutto questo, la storia d’amore (e tensione) con Disney: collaborazione intrecciata per decenni, rischio separazione nel 2004, poi riapertura e acquisizione nel 2006. Un percorso che ha cambiato l’animazione per sempre.