DOOM: IL VIDEOGIOCO CHE ERA PIU’ DIFFUSO DI WINDOWS 95

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Negli anni ’90 DOOM non fu semplicemente un videogioco, ma un vero e proprio fenomeno culturale che contribuì a definire il futuro del gaming su PC. Uscito nel 1993 grazie a id Software, il titolo rivoluzionò il genere degli sparatutto in prima persona e si diffuse con una velocità impressionante, diventando uno dei software più presenti nei computer dell’epoca.

Secondo stime e racconti molto diffusi nel settore, DOOM risultava installato su più computer persino di Windows 95. Questo dato, al di là della precisione numerica, rende perfettamente l’idea della sua incredibile popolarità. Il motivo principale era il suo modello di distribuzione: DOOM circolava liberamente in versione shareware, veniva copiato su floppy disk, passato tra amici, installato nei laboratori scolastici e persino nei computer degli uffici.

Il gioco girava su un’enorme varietà di macchine e divenne una sorta di “prova tecnica” per qualsiasi PC. Se un computer riusciva a far girare DOOM, significava che era ancora valido. Questo contribuì alla sua diffusione capillare, trasformandolo in un simbolo dell’informatica domestica degli anni ’90.

Col tempo, DOOM divenne anche una sfida tecnica e culturale: venne installato su stampanti, bancomat, calcolatrici, frigoriferi e dispositivi improbabili, alimentando il mito di un gioco capace di funzionare ovunque. Non era solo intrattenimento, ma una dimostrazione di creatività, hacking e passione per la tecnologia.

A distanza di decenni, DOOM resta un’icona assoluta. Non solo per il suo gameplay frenetico e la sua colonna sonora, ma per essere stato uno dei primi veri fenomeni virali dell’era digitale, capace di diffondersi prima ancora che Internet diventasse di uso comune.

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